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Disability Pride: OPER c’è!

Disability Pride: OPER c’è!
“Facciamoci una vita!” è il filo conduttore del Disability Pride 2025, il corteo che domenica 28 settembre sfilerà per le vie di Bologna, con partenza alle 15:00 da Piazza VIII Agosto e che arriverà in Piazza San Francesco, dove seguiranno anche altre attività. L’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi dell’Emilia-Romagna sarà presente, a sostegno dei diritti e della piena inclusione delle persone con disabilità. Il ritrovo, per tutti coloro che desiderano partecipare insieme a noi, è alle 14:30 in Piazza VIII Agosto, all’altezza del civico 18/c, angolo Via Irnerio
 
Che cos’è il Disability Pride? È un movimento internazionale che celebra la disabilità come una forma di diversità umana, promuove l'accettazione e l’orgoglio per l’identità di persona con disabilità, e vuole essere una risposta diretta ai pregiudizi sociali e alla discriminazione, sottolineando che le persone con disabilità sono membri a pieno titolo della società, con esperienze, talenti e prospettive uniche. Chiede che siano rivendicati i diritti, di aumentare la visibilità e combattere gli stereotipi ancora presenti sulle persone con disabilità.
 
Il focus del 2025. Con “Facciamoci una vita!”, il Disability Pride 2025 vuole mettere in primo piano il diritto a una vita piena, autonoma e libera da barriere. Al centro della manifestazione, dove verranno date testimonianze dirette, ci saranno tre temi. Puoi rilasciare anche la tua testimonianza, compilando questo form: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfjx9XAEwq88MlmU-f2Xg8xw0RgGucBVlnS-Vrm5dB_A5B55g/viewform 

Vita indipendente. Avere, cioè, la possibilità di scegliere dove, come e con chi vivere, senza essere costretti in strutture segreganti o nell'isolamento familiare. Significa avere supporti adeguati, case accessibili e assistenza personale dignitosa. E libertà, non assistenza passiva.

Disabilità e migrazione. Le persone con disabilità con vissuti migratori affrontano spesso discriminazioni multiple. Un approccio alla disabilità centrato sulle caratteristiche individuali deve anche riconoscere le diversità linguistiche, giuridiche e di interpretazione culturale della realtà. Le politiche socio-assistenziali devono garantire l'accesso universale, indipendentemente dall'ottenimento della cittadinanza.

Accessibilità urbana. Marciapiedi, trasporti e spazi pubblici a Bologna, come in molte altre città, presentano ancora barriere evidenti. È necessario un piano urbano partecipato e tecnico per rimuovere gli ostacoli e costruire una città realmente vivibile. L'accessibilità non può essere opzionale: è progettazione sociale.
 
L’iniziativa è promossa dalla Commissione Partecipazione e Servizi OPER.