FAQ sulla comunicazione di svolgimento di attività sanitaria

Ultimo aggiornamento 18.04.2024

La Regione ha comunicato che le risposte ai quesiti che abbiamo trasmesso tramite il CUP-ER, unitamente alle altre professioni sanitarie, saranno fornite in occasione di un incontro che si terrà nella prima metà del mese di maggio.
La Regione Emilia-Romagna, con la legge regionale 22/2019, ha previsto che gli studi professionali debbano comunicare di svolgere attività sanitaria al comune competente per territorio.

L’obiettivo di questo nuovo adempimento è di garantire ai cittadini la tutela della salute, attraverso la sorveglianza sull’intera offerta dei servizi sanitari.

Con la successiva Delibera di Giunta Regionale 1919/2023 sono stati fissati i requisiti minimi che gli studi professionali devono rispettare, e le modalità di invio della comunicazione di svolgimento di attività sanitaria.

Anche gli psicologi che svolgono attività sanitaria sono soggetti al rispetto dei requisiti e obbligati ad effettuare la comunicazione.

Abbiamo creato questa sezione di FAQ con l'obiettivo di aiutarti nella compilazione dei moduli.
Anche la Regione ha pubblicato alcune FAQ consultabili alla pagina https://salute.regione.emilia-romagna.it/ssr/strumenti-e-informazioni/autorizzazione-e-accreditamento/sanitario/autorizzazione

Aggiorneremo periodicamente la pagina con eventuali nuove indicazioni.

Guarda il carosello

Per gli studi già attivi al 20 dicembre 2023 i requisiti in deroga sono:
  • svolgere l’attività in una stanza di almeno 9 mq di superficie
  • avere a disposizione un bagno per il professionista e l’utenza
  • disporre di uno spazio di attesa con numero di posti a sedere commisurato ai volumi di attività. Se non si utilizza o dispone della sala d’attesa, nella comunicazione andrà indicato che il distanziamento temporale tra un paziente e l’altro rende non necessario tale locale.
Qualora non siano rispettati tali requisiti, gli studi hanno tempo fino al 01/10/2024 per effettuare gli adeguamenti.

Per gli studi aperti dopo il 20 dicembre 2023 i requisiti sono:
  • svolgere l’attività in una stanza di almeno 12 mq di superficie
  • avere 2 bagni distinti per il professionista e l’utenza
  • disporre di uno spazio di attesa con numero di posti a sedere commisurato ai volumi di attività.
Sono poi previsti ulteriori requisiti, che sono però facoltativi e solo se pertinenti all’attività effettivamente svolta.

NB. Gli studi già operanti al 20 dicembre possono fruire di specifiche deroghe strutturali fino al verificarsi di un ampliamento di natura edilizia. Al verificarsi di un evento quale l’ampliamento dello studio di natura edilizia, la struttura sanitaria deve essere in possesso anche dei requisiti edilizi derogati.
I moduli 8 e 8-bis (reperibili al seguente link https://salute.regione.emilia-romagna.it/ssr/strumenti-e-informazioni/autorizzazione-e-accreditamento/sanitario/autorizzazione) e i rispettivi allegati dovranno essere compilati e inviati via PEC allo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP) del Comune in cui ha sede la struttura per cui si chiede l'autorizzazione.
Il Comune di Bologna ha tuttavia comunicato che, in attesa che venga resa disponibile la modulistica online attraverso la piattaforma Accesso Unitario rete SUAP-ER, per motivi organizzativi manterrà come indirizzo di ricezione delle istanze gli usuali canali di Protocollo Generale; l’invio delle domande va pertanto indirizzato alla PEC: protocollogenerale@pec.comune.bologna.it. (NB. Solo ed esclusivamente se il tuo studio è nel Comune di Bologna dovrai utilizzare questo indirizzo PEC, in caso contrario dovrai mandare la Comunicazione al SUAP del Comune in cui è situato lo studio).
La scadenza per l’invio è il 3 giugno 2024 per gli studi già attivi al 20 dicembre 2023.
Per gli studi di nuova apertura (successiva al 20 dicembre 2023) l’invio va effettuato contestualmente all’avvio dell’attività.
● Nel caso di studio associato: la comunicazione è unica, deve evidenziare i dati dei professionisti presenti ed essere sottoscritta da tutti.
● Nel caso di polistudio: la comunicazione deve essere presentata separatamente da ciascuno dei professionisti che operano nel polistudio.

Nota: lo studio associato è regolamentato in base ad accordi negoziali interni tra i professionisti che definiscono la condivisione degli oneri connessi alla relativa gestione, quali le spese di manutenzione, le retribuzioni del personale di supporto, l'acquisto delle apparecchiature o del materiale di consumo, ecc.
Nel polistudio invece più professionisti (non associati tra loro) espletano la propria attività professionale nella medesima unità immobiliare, anche in discipline specialistiche diverse, in maniera totalmente autonoma e indipendente dagli altri.
No, per i poliambulatori la Delibera di Giunta Regionale prevede una regolamentazione differente. Trattasi di strutture che per poter operare necessitano di apposita autorizzazione sanitaria da parte del Comune. Pertanto se lavori presso un poliambulatorio non dovrai inviare alcuna Comunicazione. Suggeriamo tuttavia di verificare, confrontandoti con il Direttore sanitario/legale rappresentante del poliambulatorio, che la struttura presso cui operi corrisponda realmente a questa fattispecie.
La Comunicazione di svolgimento di attività sanitaria deve essere inviata anche nel caso l’attività sia collocata in civile abitazione. Tuttavia, deve essere verificato se i regolamenti del Comune ove è ubicato lo studio consentono lo svolgimento di tale attività in una civile abitazione.
No.
La normativa sulla comunicazione di svolgimento di attività sanitaria è regionale e riguarda gli studi collocati sul territorio regionale. Verifica la normativa della Regione nella quale eserciti.
Sì.
Alla voce “che le attività svolte sono comprese tra quelle previste dal Regolamento concernente l'individuazione della figura della specifica professione sanitaria sopra indicata e del relativo profilo professionale, specificare quali attività” suggeriamo di indicare “Le attività previste dall’art. 1 della Legge 56/89” se sei psicologa/o, mentre se sei anche psicoterapeuta indica “Le attività previste dall’art. 1 e 3 della Legge 56/89”.
Fino a diverse indicazioni, chi non avesse uno spazio d’attesa può comunicare nella PEC che il distanziamento temporale tra un paziente e l’altro rende non necessario tale locale.
Se il tuo studio non ha una denominazione puoi semplicemente inserire “Studio della dott.ssa/del dott. Nome Cognome”.
Sì, se faccio prestazioni sanitarie unicamente a distanza e non ho uno studio dedicato comunico il luogo fisico da cui svolgo prevalentemente l’attività come la propria abitazione (vedi faq 5).
Al momento non sono specificate sanzioni.