FAQ e Vademecum sull'emergenza sanitaria Coronavirus

Ultimo aggiornamento 06.07.2020

Con Ordinanza del 27 aprile scorso la Regione Emilia-Romagna ha disposto che, a far data dal 28 aprile 2020, “è consentita da parte delle strutture del sistema sanitario pubblico e privato l’erogazione di prestazioni anche programmabili e non urgenti”. Per questa ragione, è possibile affermare che per gli psicologi sia ora possibile gradualmente riprendere lo svolgimento in presenza non soltanto delle attività indifferibili, ma anche di quelle programmabili e che non rivestono carattere di urgenza.

Per la ripresa delle attività occorrerà naturalmente mettere in atto misure di carattere igienico-sanitario che garantiscano a cittadini e professionisti il loro svolgimento in sicurezza. La Regione ha definito delle linee guida per la riattivazione dei servizi sanitari che si applicano non soltanto a strutture pubbliche e private accreditate, ma anche agli studi professionali.
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Districarsi tra i vari obblighi per tutelare la propria salute e quella dei propri clienti e pazienti non è sempre facile. In collaborazione con l’Ordine dei TSRM e PSTRP abbiamo organizzato un approfondimento mirato, con professionisti della prevenzione, per comprendere come poter lavorare in sicurezza rispettando gli obblighi di legge.
Docenti
Pier Mario Bertoncello e Silvia Maria Presi, Tecnici della Prevenzione - Ausl di Bologna.
Moderatrice: Luana Valletta, Vicepresidente e Coordinatrice Commissione Università e Formazione

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FAQ - DOMANDE FREQUENTI
Posso svolgere attività professionale in presenza?
Risposta
In generale, l'attività professionale psicologica ("comprovate esigenze lavorative e di salute"), da DPCM 9 marzo 2020, DPCM 11 marzo 2020, DPCM 22 marzo 2020, DPCM 10 aprile 2020 - afferendo ai codici Ateco 86 - non è mai stata formalmente interrotta. Tuttavia, in Emilia-Romagna soltanto dal 28 aprile è possibile gradualmente riprendere anche le prestazioni programmabili non urgenti clinicamente prioritarie, previo ovviamente il più rigoroso rispetto delle misure igienico-preventive, già ripetutamente indicate, e che devono essere applicate con particolare attenzione da tutti i professionisti sanitari.
Il principio di fondo, che ciascuno è tenuto a rispettare attentamente, rimane in ogni caso quello di svolgere le attività in presenza soltanto laddove necessario, per rinviarle o sostituirle ogni qual volta sia praticabile con altre modalità di interazione (videochiamate, consulenze telefoniche, smart working, etc.).
Un semplice criterio decisionale può essere questo:
  1. La prestazione è erogabile tramite strumenti a distanza? Usali.
  2. La prestazione non è erogabile tramite strumenti a distanza, ed è clinicamente opportuno non differirla? Svolgila, ma solo con l'applicazione di rigorose norme igienico-preventive.
E’ fondamentale, in un periodo di difficoltà nazionali e ansie sociali diffuse, garantire al meglio le nostre funzioni ed il nostro ruolo professionale, clinico e sociale, a tutela del benessere psicologico della popolazione. L’impatto psicologico della pandemia in corso sta creando difficoltà significative a singoli, famiglie, organizzazioni, cui gli psicologi possono e devono dare risposta garantendo – con adeguate modalità attuative e attente misure di sicurezza – l’assistenza necessaria ai cittadini che ne necessitano, e ne necessiteranno anche nel medio-lungo termine.
Attività collettive o aperte al pubblico (seminari, convegni, incontri in sede pubblica, etc.) sono soggette a specifici protocolli regionali: sono pubblicati in calce alla pagina.
Posso vedere pazienti in studio privato? Con che precauzioni?
Risposta
Per quanto riguarda attività di consulenza in studio/ambulatorio, si deve valutare con grande attenzione e con criterio cautelativo la loro effettiva non rinviabilità e/o non sostituibilità con forme di interazione a distanza.

Se si ritiene comunque clinicamente necessario il proseguire in presenza,  è doveroso rispettare in modo estremamente rigoroso le precauzioni igieniche indicate dal Ministero della Salute e le linee di indirizzo della Regione Emilia-Romagna per la riattivazione dei servizi sanitari.

Professionista e paziente devono essere del tutto asintomatici e non presentare fattori epidemiologici di rischio (convivenza, frequentazione o contatti con soggetti positivi, sospetti o a rischio, etc.). Se vi sono sintomi anche leggerissimi (febbre, tosse, dispnea, mal di gola), o anche solo sospetti su potenziali fattori di rischio epidemiologico del professionista o del paziente, gli appuntamenti in presenza devono essere rinviati senza eccezioni.

Il DPCM 26 aprile 2020 prevede (art. 3, comma 1, lettera a): "il personale sanitario si attiene alle appropriate misure per la prevenzione della diffusione delle infezioni per via respiratoria previste dalla normativa vigente e dal Ministero della salute sulla base delle indicazioni dell'Organizzazione mondiale della Sanità e i responsabili delle singole strutture provvedono ad applicare le indicazioni per la sanificazione e la disinfezione degli ambienti fornite dal Ministero della Salute". Devi quindi rigorosamente applicare in ogni caso, a tutela tua e dei tuoi clienti, le precauzioni raccomandate dall'Istituto Superiore di Sanità (https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/):
  • Evita il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute.
  • Il lavaggio e la disinfezione delle mani sono la chiave per prevenire l’infezione: bisogna lavarsi le mani spesso e accuratamente con acqua e sapone per almeno 60 secondi. Se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcol con almeno il 70% di alcol.
  • Il virus entra nel corpo attraverso gli occhi, il naso e la bocca, quindi evita di toccarli con le mani non lavate.
  • Copri bocca e naso se starnutisci o tossisci; usa fazzoletti monouso.

Anche se le indicazioni Ministeriali sono di tenere 1 metro di distanziamento, per criterio maggiormente prudenziale rispetto al rischio “droplets” durante la prolungata interazione in ambiente chiuso - secondo le definizioni ECDC e MinSalute, i contatti stretti sono quelli
in ambiente chiuso per oltre 15 minuti a meno di 2 metri di distanza - è opportuno tenere una distanza di almeno 2 metri durante i colloqui.

Valuta la forte opportunità d'uso di mascherine chirurgiche per entrambi ogni qual volta sia possibile (considera gli eventuali impatti di setting, e sii pronto a discuterne con il paziente); lavorando in studio/ambiente chiuso ("luogo confinato aperto al pubblico") questo diventa obbligatorio, tranne poche eccezioni: il DPCM 26 aprile (art. 3, comma 2) prevede espressamente: "Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, e' fatto obbligo sull'intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Non sono soggetti all'obbligo di mascherina i bambini al di sotto dei 6 anni, nonche' i soggetti con forme di disabilita' non compatibili con l'uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti."

Evita il contatto fisico (ad es., strette di mano).
Tieni sempre a disposizione un dispenser di soluzione igienizzante idroalcolica da usare e far usare ai pazienti, anche prima dell'eventuale manipolazione di test, materiali diagnostici, giochi per bambini. Valuta come comunicare in modo sereno la richiesta di farne uso.

Ricordati inoltre di igienizzare regolarmente e accuratamente le superfici di lavoro e arredamento (tavoli, sedie, braccioli e poggiatesta di poltrone, maniglie interne ed esterne, campanelli, interruttori, tastiera/mouse, POS, etc.) e tutti gli oggetti ad uso condiviso (materiali testistici, cancelleria, etc.), ogni volta tra un paziente e l’altro; usa disinfettanti adeguati (a base di ipoclorito di sodio 0,1% per i pavimenti o 0,5% per piccole superfici; perossido di idrogeno allo 0,5%; alcol almeno al 70%). Puoi valutare l'uso di telini monouso per le poltrone, soprattutto se di difficile igienizzazione.
Usa il tempo tra un appuntamento e l'altro per le procedure di igienizzazione.


Arieggia molto bene e regolarmente tutti i locali.
L’utilizzo degli impianti di condizionamento e di ventilatori è consentito alle condizioni indicate nell’Ordinanza Regionale 6 giugno 2020.
In particolare:
Favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni. In ragione dell’affollamento e del tempo di permanenza degli occupanti, dovrà essere verificata l’efficacia degli impianti al fine di garantire l’adeguatezza delle portate di aria esterna secondo le normative vigenti. In ogni caso, l’affollamento deve essere correlato alle portate effettive di aria esterna. Per gli impianti di condizionamento, è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria. In ogni caso vanno rafforzate ulteriormente le misure per il ricambio d’aria naturale e/o attraverso l’impianto, e va garantita la pulizia, ad impianto fermo, dei filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati. Se tecnicamente possibile, va aumentata la capacità filtrante del ricircolo, sostituendo i filtri esistenti con filtri di classe superiore, garantendo il mantenimento delle portate. Nei servizi igienici va mantenuto in funzione continuata l’estrattore d’aria

In caso tu abbia una sala d'attesa, tieni maggiormente distanziate le sedie, ed elimina materiali di gioco/lettura lasciati a disposizione dei clienti.
E’ doveroso atto di responsabilità il distanziare gli appuntamenti, per evitare che i pazienti si incontrino, e far accedere solo una persona alla volta (un accompagnatore è possibile solo straordinariamente, in caso di paziente che necessiti realmente di assistenza/accompagnamento continuo, e mantenendo comunque il social distancing).

Regola di buon senso, lavorando a contatto con altri, è il verificare quotidianamente la propria temperatura e stato di salute.
In caso anche solo di leggera febbre o altri sintomi come tosse e dispnea, o di tuoi contatti con persone a rischio, SOSPENDI IMMEDIATAMENTE la tua attività, o passa a modalità online.
Idem laddove tu presentassi fattori di particolare rischio clinico personale (età avanzata o significative patologie pregresse, che sembrano correlabili a maggiore gravità clinica degli effetti di COVID-19, quali ad esempio ipertensione o diabete).

Rispettando le regole di cui sopra, non è obbligatorio far sanificare professionalmente gli studi (ad es., con ozono) nè farlo certificare; nè è obbligatorio utilizzare schermi di plexiglas come separatori, e non è neppure necessario obbligare il paziente a firmare "autodichiarazioni scritte di  asintomaticità, sebbene si tratti di misure di sicurezza volte a garantire una maggiore tutela del professionista.
Posso usare Skype o simili come modalità alternativa di lavoro? E per acquisire il consenso informato?
Risposta
Quella online è una modalità di lavoro che - in questo periodo - può essere molto utile, fortemente incoraggiabile e concretamente da prioritizzare ogni volta che sia possibile attuarla (seguendo sempre le Raccomandazioni del CNOP del 2017 e le recenti Linee di indirizzo per l'intervento psicologico a distanza a favore della popolazione nell'emergenza covid-19), per minimizzare i rischi potenziali legati agli incontri in presenza.
Chiaramente l'uso del mezzo va a modificare il setting, e può non essere adatto per tutte le attività o tutti i pazienti; analizzare la fondatezza della domanda, l’effettiva applicabilità nel caso specifico e le dimensioni di set/setting è quindi sempre buona prassi e responsabilità del clinico, che dovrà curarne attentamente gli aspetti relazionali, di privacy, consenso informato e sicurezza.

E’ necessario aggiornare il tal senso il Consenso Informato e Privacy, inviabile anch’essi per via telematica, e il Registro dei Trattamenti ai sensi del GDPR. Queste le indicazioni fornite dal CNOP al riguardo:
a) consenso all’acquisizione dei dati sensibili del paziente per la finalità terapeutica NON NECESSARIO ai sensi dell’art. 9 comma 2 lett. h) del GDPR
b) consenso al trattamento dei dati sanitari per finalità diverse da quelle terapeutiche NECESSARIO e soggetto alla notifica al Garante privacy
c) Consenso informato:
- NON NECESSARIO se è già stato acquisito in precedenza e non sono cambiate il metodo e le finalità dell’intervento, ma solo il setting (da presenza a distanza)
- NECESSARIO, anche se sia stato acquisito in precedenza, qualora la prestazione a distanza cambi il metodo utilizzato (es. da tecniche di rilassamento a solo ascolto) o le finalità dell’intervento
- NECESSARIO in ogni caso venga iniziata un nuovo intervento o per ogni nuovo paziente.
MODALITA’ DI ACQUISIZIONE : Il consenso informato va acquisito preferibilmente per iscritto, pertanto si invia al paziente il modulo che deve essere rispedito sottoscritto, anche con modalità telematiche, al professionista che lo terrà nella sua cartella. In mancanza, il consenso si può ugualmente ottenere con uno scambio conforme di email (il professionista invia una email (meglio se pec) nella quale dettaglia modalità e finalità dell’intervento ed il paziente risponde a quella stessa email dicendosi consapevole di quanto gli è stato descritto e concorde. In mancanza anche di questo mezzo, ovvero in caso di indirizzi email non immediatamente riconducibili al paziente, il professionista potrà anche registrare o video registrare la sua spiegazione circa le modalità e finalità dell’intervento acquisendo una dichiarazione conseguenziale di consapevolezza su quanto illustrato e di volontà nel procedere nel senso indicato. Il dato essenziale è che rimanga una traccia del consenso che sia riconducibile alla persona che lo ha espresso.
Si dovranno inoltre considerare gli aspetti pratici legati alla privacy del set e del setting (un paziente isolato in casa con la famiglia può avere difficoltà a trovare uno spazio adeguato per lo svolgimento tranquillo e riservato della seduta; utile l’uso di cuffia e auricolari, etc.).

La consulenza online o telefonica, se esperti del suo uso, potrà essere molto preziosa proprio per i pazienti che possono trovarsi in situazioni di quarantena; nel qual caso la si può proporre come utile forma di supporto e/o continuità della relazione clinica. Più in generale, molti pazienti vivono attualmente situazioni in cui gli aspetti relazionali, emotivi e organizzativi della propria vita quotidiana subiscono limitazioni o modifiche spesso problematiche; l'uso di canali a distanza per fornire in questo periodo un supporto, monitoraggio o contatto regolare può essere particolarmente rilevante.

Anche molte attività di formazione possono essere utilmente sostituite, con adeguate accortezze, dall'uso di piattaforme di videoconferencing(anche per la didattica teorica nelle Scuole di Psicoterapia).
In studio vedo soggetti in età evolutiva. Devo prendere qualche precauzione particolare?
Risposta
E’ possibile riprendere gradualmente anche gli appuntamenti in presenza con soggetti in età evolutiva se presentano carattere di necessità. Negli altri casi è opportuno rinviarli o svolgerli laddove possibile (pur nella consapevolezza della difficoltà relativa) a distanza.
I bambini sono spesso meno attenti alle norme igieniche generali; pertanto, nel caso li dovessi vedere in studio per esigenze cliniche, presta particolare attenzione alla più che rigorosa igienizzazione di oggetti, libri, giochi, tappetini e superfici con cui sono entrati in contatto, tra ogni paziente e l’altro.
Allo stesso modo, considera che solitamente le interazioni con i bambini sono più ravvicinate rispetto a quelle con gli adulti, con conseguente maggiore esposizione; se dunque, a norma del DPCM 26 aprile non sarebbe strettamente obbligatorio utilizzare le mascherine chirurgiche con minori di 6 anni o con
disabilità, rimane comunque consigliabile farne uso ogni volta che sia possibile.
A livello puramente informativo, anche se l Coronavirus sembra essere clinicamente meno pericoloso in età pediatrica, i bambini possono essere veicoli di contagio verso terzi.
Faccio terapie/lavori di gruppo e attività di formazione, devo interromperli?
Risposta
Per quanto riguarda le terapie di coppia / famigliari, si tenga presente che il social distancing non è obbligatorio tra famigliari e conviventi; pertanto è possibile che i membri della coppia / famiglia tengano tra loro posizione più ravvicinata rispetto ai 2 metri standard; ma il professionista deve comunque mantenere da loro la distanza relativa.
Se lo studio permette di ospitare agevolmente le persone nel rispetto dei criteri igienico-preventivi precedentemente esposti, è possibile svolgere attività clinica con una famiglia; il professionista rimane comunque responsabile della rigorosa applicazione dei criteri suindicati, evitando forme di assembramento in locali chiusi.
Attività psicologiche di gruppo, supervisioni collettive e formazioni di gruppo possono essere in potenziale contrasto, per le loro modalità attuative, con le regole di social distancing. Possono essere sempre sostituite, pro tempore, da forme di supervisione/intervisione o incontro di gruppo in modalità telematica, laddove possibile. Sono invece valutabili laddove sia chiaramente possibile garantire, sotto responsabilità del professionista, il costante distanziamento sociale (minimo 1 metro, fortemente consigliato 2 metri) tra tutti i partecipanti, con uso costante e corretto di mascherine e di rigorose pratiche igieniche (gel idroalcolico all'ingresso, evitamento di contatto fisico, etc.). Il professionista deve tenere traccia certa di tutti i partecipanti, perchè in caso di successive positività di un singolo partecipante sarà necessario informarne tutti gli altri presenti. Il professionista avrà inoltre cura di chiedere informazioni sull'asintomaticità e apireticità di ogni partecipante prima del loro ingresso nella sede delle attività, invitando a comunicare tempestivamente eventuali positività nelle due settimane successive.
Vista l'elevata quantità di droplets che possono essere prodotti e diffondersi in una piccola stanza con vocalizzazioni continue da più persone per periodi prolungati, è importante l'uso costante e corretto delle mascherine da parte di tutti, e un'aerazione e igienizzazione estremamente accurata degli ambienti e oggetti (sedie etc.)
Con riferimento alle attività formative,si rimanda alle Linee guida regionali per attività corsistiche e per congressi, convegni ed eventi assimilabili, pubblicate in calce alla pagina, per le indicazioni ivi contenute.
Lavoro con pazienti/contesti a rischio, devo interrompere?
Risposta
Un forte criterio prudenziale, per sé e per altri, deve essere sempre alla base della decisione.
  • Attività a contatto con anziani o pazienti fragili (pluripatologie, etc.) sono da sospendere o rinviare il più possibile, tranne casi di oggettiva e inderogabile necessità clinica, per ridurre il rischio nei loro confronti (il rischio di mortalità è molto più elevato in queste categorie di pazienti, che devono rimanere il più possibile al proprio domicilio) - cfr. art. 3, comma 1, B DPCM 8 marzo 2020. Solo in caso di inderogabile necessità, e previo confronto con il medico curante, il professionista dovrà adottare le più rigorose regole igieniche-preventive (social distancing, igienizzazione rigorosa, eventuale mascherina previo confronto con il medico curante e relativa attenzione agli aspetti comunicativi). Si raccomanda di considerare il più possibile restrittivamente il concetto di inderogabile necessità.
  • L’attività in ambito RSA o sanitario deve seguire rigorosamente le indicazioni e raccomandazioni del responsabile sanitario della struttura. Si ricorda che le RSA sono frequenti focolai, e la grande fragilità degli ospiti delle stesse li pone ad elevato rischio.
    L'evitamento/rinvio delle prestazioni non necessarie, e il rispetto estremamente rigoroso delle procedure di sicurezza igienica è fondamentale.
  • Attività che richiedano contatto fisico ravvicinato con uno o più pazienti (psicocorporee, psicodramma, etc.) sono a maggior rischio, e vanno pertanto rinviate o sostituite con altre metodologie che garantiscano il social distancing previsto in norma.
  • Attività domiciliari (ad es., interventi ABA, interventi di riabilitazione con pazienti impossibilitati a muoversi, ecc.) sono da rinviare o sostituire, ogni qual volta sia possibile, con interventi a distanza (anche per il possibile stato di fragilità o rischio dei pazienti cui spesso tali interventi si rivolgono). Sarà utile fornire a parenti/caregivers una serie di indicazioni pratiche cui attenersi in questo periodo, e organizzare eventuali consulenze a distanza per la gestione di difficoltà o problematiche specifiche (ad es., bambini con gravi disturbi del comportamento). Esclusivamente laddove dovesse palesarsi una inderogabile necessità clinica, previo confronto con il medico curante (per pazienti con patologie) e previa attenta verifica dell'assenza di fattori di rischio (nessun soggetto sintomatico, sospetto o a rischio nel domicilio) sarà cura e responsabilità del professionista implementare le più rigorose condizioni igienico-preventive nello svolgimento dell'attività, e in seguito alla stessa. Si evidenzia però che la situazione deve presentare chiari elementi di eccezionalità e urgenza clinica, nel senso più restrittivo possibile, ed è al momento fortemente sconsigliata.
    Allo stesso modo, è fortemente sconsigliato ricevere dei pazienti presso il proprio domicilio (studio in casa).
Sto svolgendo il mio tirocinio. Come devo comportarmi?
Risposta
La Commissione Paritetica Ordine-Università ha espresso un orientamento in merito allo svolgimento dei tirocini professionalizzanti durante l’emergenza sanitaria Covid-19 al fine di salvaguardare quanto più possibile le esperienze di tirocinio in corso al momento dell’insorgenza dell’emergenza sanitaria e quelle in partenza durante la stessa, garantendo al contempo il mantenimento della qualità professionalizzante dei tirocini.
Clicca qui per maggiori informazioni
Come posso far sapere ai cittadini che sono disponibile per consulenze online?
Risposta
Per valorizzare l’attività degli iscritti che offrono la possibilità di consulenze a distanza abbiamo attivato una nuova funzione del sito.
Per comunicare la tua disponibilità devi semplicemente entrare nella tua area riservata, selezionare la voce “Integrare e/o modificare i valori presenti nella scheda dati professionali”, scorrere le diverse sezioni, cliccare su “Sono disponibile per consulenze on line” e cliccare su “Invia” .
Come Ordine promuoveremo questa informazione presso i cittadini e le realtà del territorio in modo da rendere quanto più possibile diffusa questa opportunità.
Teniamo a precisare, anche a tua tutela, che non si tratta (se non hai le competenze e l’esperienza per farlo) di svolgere interventi propri della psicologia dell’emergenza, ma di valorizzare il lavoro che già stai svolgendo o riprenderai a svolgere.
Vista l’attuale chiusura degli Istituti Scolastici, le attività dello Sportello d’Ascolto possono proseguire con modalità telematiche?
Risposta
Sì, in accordo con il Dirigente scolastico.
Se vengo contattato con modalità telematiche da un alunno minorenne posso procedere all’ascolto e/o all’erogazione della consulenza?
Risposta
Sì, dopo aver verificato che, a suo tempo, i genitori (o gli esercenti la responsabilità genitoriale o la tutela sul minore) avessero sottoscritto il consenso informato alla partecipazione alle attività dello Sportello d’Ascolto. Non potendo tale circostanza essere accertata con le modalità “ordinarie” data l’impossibilità di accedere agli Istituti Scolastici e in considerazione della necessità di garantire il diritto all’ascolto del minore, il fatto che il consenso fosse stato prestato può essere verificato mediante acquisizione di apposita autocertificazione da parte dei genitori. E’ possibile anche che tale autocertificazione sia prestata da uno solo dei genitori il quale si farà carico di attestare, sotto la propria responsabilità, che il consenso era stato prestato anche dall’altro genitore.
Se un genitore chiede di accedere allo Sportello d'Ascolto con modalità telematiche, come verifico che sia il genitore di un alunno della Scuola?
Risposta
Anche in questo caso, stante la particolare situazione emergenziale in corso, è possibile accertare l’identità del soggetto e la sua condizione genitoriale mediante autocertificazione dell’interessato.
Se mi ammalo io, potrei essere chiamato a riferire i nomi dei miei pazienti in caso di indagine epidemiologica?
Questione chiaramente delicata; ma la tutela di Salute Pubblica in situazione di emergenza sanitaria è prevalente rispetto alla privacy individuale. In caso tu risultassi positivo al Coronavirus, e dovessi essere quindi coinvolto in procedure di indagine epidemiologica, dovrai fornire i nominativi delle persone con cui sei venuto in contatto (non è necessario - ed è ovviamente da evitare perchè sottoposto a Segreto Professionale - lo specificare il motivo clinico; semplicemente, indicherai che hai avuto contatti ravvicinati per motivi di lavoro con una data persona).
Avvisa comunque i tuoi pazienti di questa eventuale possibilità, chiarendo preventivamente la questione e rassicurandoli sul mantenimento rigoroso del segreto professionale (ed ovviamente avvisandoli tempestivamente in caso risultassi tu positivo in futuro, perchè potrebbero essere stati a loro volta esposti da te).
Lo stesso vale per le attività che coinvolgano o abbiano coinvolto più persone: un partecipante positivo può portare a dover indicare i nomi degli altri partecipanti.
Consigliamo di scaricare la App Immuni, disponibile a questo link.
Se mi ammalo io ho diritto a qualche assistenza particolare? E per le scadenze professionali?
Risposta
Fino al 31 dicembre 2020 è possibile scegliere di sospendere i versamenti contributivi dovuti e non ancora versati ad ENPAP; non è necessaria comunicazione all'ENPAP, e i mancati versamenti non hanno effetto sulla regolarità della propria posizione a fini DURC. Rimane invariata la data di dichiarazione redditi 2019 a ENPAP (01/10/2020).
Se ti ammali, hai diritto alle normali forme di assistenza (INPS, ENPAP) previste per malattia (ad es., indennità malattia).

Le possibilità di assistenza ENPAP sono diverse:
  • Stato di Bisogno - forma di copertura speciale per situazioni personali straordinarie. E' importante sapere che non è una forma di assistenza generalizzata per chi ha avuto "solo" una temporanea deflessione delle attività lavorative (appuntamenti rinviati, formazioni annullate, etc.), ma è pensata proprio per situazioni eccezionali.
    Vanno letti con attenzione i criteri: https://www.enpap.it/servizi-per-te/assistenza-stato-di-bisogno/
Come tutte le categorie professionali colpite anche economicamente dalla situazione, siamo in attesa di provvedimenti del Governo a sostegno degli operatori economici; il primo uscito per ora è il Decreto Legge 2 marzo 2020 n. 9, in particolare l'art. 16, rivolto ai professionisti residenti o operanti negli ex-Comuni di Zona Rossa; oltre a questo, si aspettano eventuali autorizzazioni ad "interventi in deroga" degli Enti di Previdenza, al momento non ancora autorizzati dai Ministeri anche se sono stati sollecitati da ENPAP, CNOP e ADEPP.

Si segnala inoltre che ENPAP ha predisposto una vasta Area Informativa dedicata alle forme di assistenza/sostegno ai colleghi relative all'emergenza COVID-19 https://www.enpap.it/servizi-per-te/sezione-covid-19/

E' inoltre disponibile la procedura per la richiesta dell'indennità "600 euro" (per chi ne ha diritto, secondo i criteri che sono stabiliti dal Governo e le Casse sono semplici soggetti attuatori)
https://www.enpap.it/news/2020/04/indennita-di-euro-600-per-ilmese-di-marzo-domanda-online-a-partire-dalle-ore-1200-del-1-aprile/
Cosa dire ai miei pazienti particolarmente in ansia o confusi dalla situazione? Ci sono fonti di riferimento da consigliare?
Risposta
Fonti ufficiali sono i siti del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità, della Regione Emilia Romagna; i Numeri Verdi regionali (per Emilia Romagna - 800033033) e del Ministero della Salute (1500) ed i propri medici curanti.
Al link https://www.ordinepsicologier.it/coronavirus stiamo mappando tutti i servizi di supporto psicologico a distanza promossi dalle Aziende Usl e dalle associazioni di psicologia dell'emergenza e diverse risorse utili per i professionisti (vadevecum, infografiche, linee guida)..
Ai link troverai numerose FAQ e numeri utili per il nostro territorio: http://www.regione.emilia-romagna.it/coronavirus
http://www.regione.emilia-romagna.it/coronavirus/domande-frequenti.
Adattando la comunicazione alle esigenze e istanze di ognuno, si può - a puro titolo di esempio - indicare ai clienti che è normale essere in ansia (anche perchè in questi giorni i media evidenziano molto il rischio), che è utile evitare "information overload", che è opportuno stare attenti alle molte Fake News che circolano, che si possono mettere in atto utili comportamenti protettivi (anche per aumentare il loro empowerment), e che si deve fare riferimento solo a fonti informative accreditate.
Il CNOP ha messo a disposizione della cittadinanza un Pieghevole, cartaceo e scaricabile, con utili suggerimenti
(https://www.psy.it/il-pieghevole-del-cnop-per-i-cittadini-sul-coronavirus.html).
In caso di pazienti particolarmente ansiosi, ossessivi, ipocondriaci, rupofobici, claustrofobici, con aspetti di ritiro sociale, con tratti paranoidi il clinico dovrà ovviamente esercitare particolare attenzione a esplorare il significato della situazione per loro, e come questo impatti sulla relazione clinica.
Idem per pazienti eventualmente in isolamento domiciliare con la famiglia, laddove le tematiche di consultazione fossero connesse a dinamiche famigliari disfunzionali.
Lavoro come dipendente (di una cooperativa, un Ente, una scuola etc.). Cosa devo fare?
Risposta
Devi seguire le indicazioni di prevenzione generale (sempre), oltre alle indicazioni specifiche o aggiuntive del tuo datore di lavoro e dell’eventuale responsabile sanitario della struttura/istituzione.
Contattali se ritieni di dover svolgere funzioni potenzialmente a rischio, o hai dubbi in merito: dovranno essere sentiti RSPP e Medico Competente per quanto riguarda la tutela della salute dei dipendenti, e dovranno fornirti indicazioni operative chiare e i DPI eventualmente necessari.
Segnala loro se hai particolari problemi di salute (pregresse patologie respiratorie, immunitarie, etc.) che ti possano rendere soggetto a maggiore rischio clinico.
Segnala immediatamente se hai dubbi sulla tua positività, o se sei "contatto stretto" di caso positivo, probabile o sospetto prima di recarti al lavoro.
Tieni presente che dopo il DPCM 11 marzo, molti datori di lavoro pubblici e privati stanno progressivamente spostando in modalità smart working (o ferie) il personale non essenziale.

Ci sono risorse utili per i professionisti?
Su https://solidarietadigitale.agid.gov.it è possibile reperire numerose risorse di servizi di comunicazione / piattaforme online che possono facilitare le attività dei professionisti in questo periodo, messe a disposizione gratuitamente da varie realtà private.
Skype (https://www.skype.com/it), Google Hangouts (https://hangouts.google.com), Zoom (https://www.zoom.us) e WhatsApp (https://www.whatsapp.com) sono piattaforme private - ma ad accesso gratuito per molte funzioni di base - che sono utilizzabili comodamente per attività di videochiamata con pazienti, videoconferenza, intervisione tra colleghi; presentano tutte la caratteristica fondamentale di crittografare i dati in transito, così da garantire la sicurezza delle comunicazioni.
Si ricorda inoltre che su www.eduiss.it è possibile accedere gratuitamente al corso FAD ECM (20 ECM) dell'Istituto Superiore di  Sanità, aperto a 100.000 professionisti sanitari (quindi psicologi compresi), su "Emergenza Coronavirus"; ed anche al nuovo corso "Prevenzione e Controllo delle Infezioni da Coronavirus" (FAD ECM gratuito, 6 crediti).
Al link https://bit.ly/2Q0ORQb è possibile reperire l'Informativa e i decreti sulla salute e sicurezza nel lavoro agile.
Per altre FAQ e materiali utili prodotti anche da altri Ordini https://www.ordinepsicologier.it/coronavirus-psicologi
Per rileggere tutte le newsletter inviate dall'Ordine https://bit.ly/2TBQNRK
Consulta anche la sezione del nostro sito "Materiali utili per i professionisti relativi all'emergenza sanitaria coronavirus"
Vorrei fare un autonomo servizio telefonico di supporto alla cittadinanza per l'emergenza Coronavirus. Devo tenere presente qualcosa?
Risposta
In emergenza è necessario muoversi in maniera il più professionale, strutturata e coordinata possibile, anche con il sistema del soccorso (Sistema Sanitario e sistema della Protezione Civile).
Consigliamo pertanto a chi vuole dare un contributo volontario di farlo il più possibile all'interno di percorsi strutturati (organizzazioni del sistema del soccorso, associazioni di psicologia dell'emergenza riconosciute, etc.).
Invitiamo inoltre a non confondere il ben delimitato volontariato professionale in situazione di emergenza nazionale con prassi di "marketing personale", o "volontarismi senza fine": il suggerimento è quello, per chi ha comunque deciso di svolgere attività "pro-bono" in questo periodo particolare, di
limitarlo strettamente al periodo emergenziale, in parallelo al proseguimento di una normale attività professionale; come Ordine, riteniamo anche opportuno ricordare ed evidenziare a tutti i colleghi la grande importanza – soprattutto in periodi di emergenza – del rispetto di una serie di "Criteri di Qualità minimi" degli interventi psicologici di supporto alla popolazione/operatori sanitari; raccomandiamo pertanto che i professionisti che abbiano deciso di attivare tali tipologie di iniziative spontanee, sia a livello individuale che organizzativo (a titolo esemplificativo: Scuole di Specializzazione, Associazioni di Psicologia dell'Emergenza, eventuali Servizi Universitari, Enti, Cooperative, etc.) condividano tali criteri minimi prudenziali, e si impegnino ad implementarli per garantire sempre il miglior standard di prestazioni professionali alla popolazione.
Li trovate, in aggiornamento continuo (compresi materiali e articoli utili) qui:
https://www.ordinepsicologiveneto.it/ita/content/le-raccomandazioni-che-iprofessionisti-
si-impegnano-a-seguire
.
Le prestazioni in psicologia giuridica (CTU/CTP) come vengono impattate?
Risposta
Si rinvia per questa questione alla posizione del CNOP qui consultabile: https://www.psy.it/attivita-psicologica-in-campogiuridico.html
Per maggiori informazioni consulta anche: https://www.ordinepsicologilazio.it/psicologi/raccomandazioni-attivita-peritale/
Se un paziente annulla l'incontro con scarso preavviso, posso chiedere di essere pagato lo stesso?
Risposta
Ci si rifà come sempre agli accordi pregressi sui recuperi sedute.
Eventuali annullamenti, in questi giorni complessi, possono essere più frequenti del solito - è magari frustrante per il professionista, ma comprensibile in questo periodo straordinario.
N.B.: Indicazioni in revisione costante. Fare sempre riferimento ufficiale ai più recenti Decreti, Ordinanze e indicazioni delle Autorità di Sanità Pubblica.

Per altre FAQ puoi consultare il sito del Ministero della Salute.
Per segnalarne altre scrivi a redazione@ordpsicologier.it
Newsletter inviate dall'Ordine https://bit.ly/2TBQNRK

Contenente le linee guida per la riattivazione dei servizi sanitari
Contenente, tra il resto, il protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 in relazione allo svolgimento in sicurezza delle ATTIVITA’ CORSISTICHE
Contenente, tra il resto, le condizioni di utilizzo degli impianti di condizionamento e di ventilatori e le Linee guida regionali per congressi, convegni ed eventi assimilabili
Aggiornato al 6 luglio 2020
Clicca qui per scaricare il documento contenente alcuni suggerimenti tecnici e pratici orientativi per professionisti Psicologi, condivisi e sottoscritti dai Presidenti di diversi Ordini regionali con lo scopo di dare interpretazione comune ad una serie di quesiti professionali che gli iscritti ci pongono
Infografica aggiornata al 6 luglio 2020